Montalbano: no alla cultura del piagnisteo

La puntata di “Ulisse” sulla “Sicilia di Montalbano” è stata un grande successo totalizzando 4.160.000 spettatori pari al 23.3% di share. Alberto Angela risulta essere una garanzia assoluta e le splendide immagini Rai del barocco siciliano, della Val di Noto e delle coste del sud est hanno fatto il resto.

Eppure il senso dell’operazione – ossia celebrare il centenario della nascita di Camilleri e la sua “creatura” più importante – non è stato compreso da tutti. La puntata non era dedicata soltanto ai luoghi di Montalbano (e qui occorre operare una precisazione: Montalbano letterario “vive” nell’immaginario di Porto Empedolce e dintorni; Montalbano filmico “vive” in provincia di Ragusa) ma all’immaginario che ha offerto Camilleri della Sicilia, senza farne una mera elencazione.

Per farla breve ci sono città come Vittoria che hanno lamentato di non essere state “menzionate” in questo percorso nonostante diverse scene fossero state girate proprio nella città ipparina e a Scoglitti.

Amo visceralmente il sud e la mia città – che è proprio Vittoria – ma ciò che spesso mi risulta intollerabile è questa cultura del piagnisteo che ci porta ad accusare nell’ordine: Alberto Angela e i suoi suggeritori, la Rai, il Mossad, la Cia e i poteri forti che tramano contro il nostro territorio.

Reputo che semplicemente la troupe abbia operato delle scelte – legittime – e che con la cultura del piagnisteo non andremo avanti. Soltanto adesso ci accorgiamo delle tante, troppe occasioni perse per il marketing territoriale? Cosa abbiamo fatto, negli anni, per promuovere i luoghi di Montalbano a Vittoria e Scoglitti? Siamo consci che questa identificazione è avvenuta per Scicli, per Punta Secca, per Ibla ma mai per altre realtà?

Prenderne coscienza sarebbe un buon punto di partenza per comprendere che non possiamo risvegliarci dopo aver preso, metaforicamente, un ceffone ma che servono strategie.

Strategie che guardino ai punti di forza e di debolezza di un territorio: la devastazione urbanistica di Scoglitti è sotto gli occhi di tutti e non nasce oggi; dall’altra parte però abbiamo spiagge straordinarie, i luoghi dello Sbarco (e non basta una lapide per promuoverli), un pescato di altissima qualità e tradizioni consolidate che se ben veicolate farebbero impazzire schiere di nord Europei.

Abbiamo veicolato una “narrazione” social dei nostri luoghi? Abbiamo pensato a dei testimonial digital per raccontare il territorio? Ho letto che si vorrebbe girare un corto sui luoghi di Montalbano a Vittoria e Scoglitti “in risposta” ad Alberto Angela.

Ecco tutto ciò che serve non è un fallo di reazione ma giocare una partita diversa.

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