About

“La Sicilia potrebbe vivere solo di turismo”.

“Non c’è speranza, bisogna solo emigrare”.

“Come facciamo le cose noi siciliani, nessuno”.

“Cu nesci arrinesci”.

“I politici se la sono mangiata la Sicilia”.

Queste frasi non le leggerete mai su Pagina Sicilia.

Se siete innamorati del luogo comune, del benaltrismo, dello scoraggiamento potete cliccare tranquillamente da un’altra parte. Non mancheranno altri blog, testate, pagine social che incoraggeranno la narrazione dominante sulla Sicilia. Non ci dispiacerà perdervi come lettori: ce ne siamo già fatti una ragione.

Se invece cercate e bramate un altro punto di vista, un’analisi che vada oltre il già detto, una storia capace di accendere passione e fantasia potrete continuare a seguire questo blog, a supportarlo. Non vogliamo applausi: anzi! Vogliamo il vostro parere, la vostra contestazione, la vostra rabbia e indignazione. In poche parole vogliamo essere uno schiaffo in attesa della reazione, il dito nell’occhio che attende una risposta. Perchè sarebbe troppo facile raccontare la Sicilia – terra complessa e dolente – sotto un’unica chiave in grado di unire le sensibilità dell’essere più individualistica, orgoglioso e vanitoso che esista sulla faccia della terra: il siciliano per l’appunto.

Dal desiderio di un gruppo di siciliani innamorati – e per questo incazzati – della loro terra è nato questo contenitore che rifletterà sul locale partendo dall’isola nell’isola – e qui siamo scaduti nel luogo comune (siamo i primi nemici di noi stessi!) – che è la provincia di Ragusa allargando lo spettro a tutta la Trinacria.

Siamo convinti, forse in maniera illusoria, che il pensiero possa generare l’azione e che l’azione di uno, due, dieci, cento persone possa cambiare – seppure in piccola parte – il corso della storia. Attenzione: a noi piace la storia paesana, lo Strapaese che amiamo e detestiamo allo stesso tempo, il piccolo mondo antico pieno di difetti che non ce la fanno mai dimenticare.

Non avremo un calendario di pubblicazione perché in parte siamo pigri e in parte siamo disorganizzati ma avremo sicuramente il cuore di chi vuole seminare, coltivare un pensiero che vada oltre la narrazione dominante sulla Sicilia considerata terra irredimibile, inconsolabile, invivibile.